Purtroppo queste tre figure professionali vengono spesso confuse fra di loro, complici una scarsa informazione e una scarsa consapevolezza di cosa comportino le loro professioni.

Ciascuna infatti è ben caratterizzata sia da delle idee di base all’approccio terapeutico diverse, sia dai percorsi di studi affrontati, nonché in differenze cruciali in cosa possono, o non possono, svolgere all’interno di un trattamento.

In questo articolo andremo appunto ad analizzare tutte le figure, soffermandoci per delineare di ciascuna un quadro comprensivo e generale.

Premessa essenziale: le professioni sono analizzate secondo l’attuale ordinamento italiano. Perché una persona possa svolgere in modo legale la professione deve essere iscritta all’Albo di professione appropriato, e avere di conseguenza una licenza valida.

Chi è lo psichiatra?

Lo psichiatra è una persona che prima di tutto è laureata in medicina e che ha conseguito una specializzazione in psichiatria per un totale di 11 anni di studio (6 di medicina e 5 di specialistica).

Lo psichiatra è a tutti gli effetti un medico, e come tale è abilitato alla prescrizione di psicofarmaci, oltre che a poter richiedere e valutare esami e test specifici.

Può occuparsi infatti di tutto quello che riguarda la psicodiagnostica, ovvero il processo di valutazione e diagnosi dell’utente, oltre a poter redigere i trattamenti farmacologici associati. Di per sé non può fare terapia, e non è equivalente ad uno psicologo.

Proprio perché sono figure in un certo senso complementari, è comune che lavorino in sinergia, creando delle vere e proprie equipe di terapia, organizzate attorno a dei centri.

Questi ultimi possono essere più o meno specializzati in qualche tipo di patologia (si veda ad esempio quelli specifici per i disturbi alimentari).

La psichiatria inoltre è una branca della medicina. Come tale, questo implica che guarda al trattamento delle patologie mentali come dei disturbi di natura organica, riguardanti in particolare la chimica e l’attivazione del cervello.

Questa è la base su cui si fonda e si dirama, grazie anche alle nuove tecniche di neuro-immagine e che permettono di indagare in maniera sempre più specifica i fondamenti neuro-anatomici delle patologie.

Come figura, lo psichiatra può accedere a un’ulteriore formazione di 4 anni in psicoterapia, grazie alla quale potrà svolgere anche terapia.

Non è però obbligatoria la frequenza: infatti, secondo l’ordinamento attuale, allo psichiatra basta fare richiesta all’Ordine dei medici per averne il titolo.

In altre parole, lo psichiatra è libero di formarsi come ritiene opportuno, senza obblighi.

In breve

Lo psichiatra tratta le patologie mentali a partire da una credenza di fondamento anatomico-biologico.

Cosa può fare:

  • Diagnosticare disturbi e patologie,
  • Redigere un eventuale trattamento farmacologico,
  • Psicoterapia, se è in possesso del titolo.

Che formazione ha:

  • Laurea in medicina (è dunque un medico a tutti gli effetti),
  • Specializzazione in psichiatria,
  • Abilitazione all’Albo dei medici.

E’ una persona che ha conseguito almeno la triennale in Psicologia, e che eventualmente ha anche una specialistica di tipo magistrale. Si tratta quindi di un percorso di 5 anni, suddivisi in 3+2 secondo l’attuale ordinamento accademico.

Dopo la laurea, lo psicologo deve conseguire l’iscrizione all’Albo degli Psicologi, sostenendo l’esame di Stato.

Quest’ultimo è organizzato in 4 prove e un anno di tirocinio, oltre a quelli svolti nel regolare curriculum. Senza questi requisiti lo psicologo non può dirsi abilitato alla professione, e non è comunque un medico.

Come per la medicina, in modo speculare anche la psicologia ha un codice deontologico ben preciso e distinto, il cui compito è definire appunto il lavoro dello psicologo nel suo complesso: cosa può svolgere, dove può lavorare, e le differenze fra psichiatra e psicoterapeuta.

Qual è l’obiettivo fondamentale della psicologia? Il benessere dell’utente.

Questo implica un impegno non solo nella relazione terapeutica, ma anche nel campo della ricerca e della diffusione delle informazioni su ogni livello possibile.

La psicologia si approccia al trattamento non solo della patologia, ma di tutto quello che riguarda il benessere della persona nelle sue intersezioni, fra ambiente, relazioni e componenti personali psicologiche.

Questo vuol dire infatti che psichiatria e psicologia non si escludono a vicenda, come dicevamo prima, ma che piuttosto vanno a completarsi in ambiti simili, prospettive diverse.

Lo psicologo può dunque servirsi degli strumenti conoscitivi durante i colloqui psicologici per arrivare a una diagnosi, ma non può prescrivere farmaci.

Può però accedere all’ulteriore formazione da psicoterapeuta, della durata sempre di 4 anni e con frequenza obbligatoria.

In breve

Lo psicologia si occupa sia del trattamento della parte patologica della psiche umana sia di tutte le problematiche che si possono incontrare nel corso della vita, con l’obiettivo di promuovere il benessere, un maggior funzionamento della persona. Non può prescrivere farmaci.

Cosa può fare:

  • Offrire supporto psicologo a tutti gli individui che ne esprimano il bisogno,
  • Occuparsi della diagnostica di patologie.

Che formazione ha:

  • Laura in Psicologia 3+2 (triennale e magistrale specialistica),
  • Esame di Stato con conseguente abilitazione all’Albo degli psicologi.

Chi è lo psicoterapeuta?

La psicoterapia è forse la forma più famosa di supporto psicologico conosciuta, divenuta famosa grazie a persone del calibro di Freud, che con i loro lavori hanno rivoluzionato e aiutato a creare l’ordinamento professionale attuale.

Adesso, essere psicoterapeuti vuol dire essere abilitati allo svolgimento della pratica grazie a una formazione di almeno 4 anni, post-lauream e accessibile solo da psicologi o psichiatri.

E’ dunque una formazione aggiuntiva, che prevede altra esperienza sotto forma di tirocinio e supervisione da parte di altri psicoterapeuti.

Le scuole di psicoterapia per essere valide devono essere riconosciute dal MIUR, e al momento, hanno dei costi piuttosto elevati.

Se questa è la teoria, capire cosa fa nello specifico uno psicoterapeuta potrebbe essere difficile se non si è del campo. Sulla carta sembra equivalente allo psicologo e superflua per uno psichiatra.

Di cosa si tratta, dunque?

Innanzitutto, non esiste un solo tipo di psicoterapia. E’ una branca che si occupa degli interventi pratici sul cliente. Ogni branca corrisponde a una scuola, a una specialistica particolare, e di conseguenza basata su un’idea del trattamento della psiche umana differente.

Ogni scuola ha una sua storia e i suoi capisaldi, una cornice teorica chiara e profonda di riferimento che deve essere conosciuta e che porta allo sviluppo di tutte le misure pratiche da applicare con il cliente.

Per questo è un titolo di formazione aggiuntivo, e non a sé stante. E’ necessario avere prima una buona comprensione della psicologia in senso ampio per capire davvero cosa voglia dire fare psicoterapia.

Nel tempo si sono andate fondando una grandissima varietà di approcci di psicoterapia, di cui i principali rimangono:

Le diverse scuole di pensiero della psicoterapia

Psicoanalisi: fondata da Freud, il famoso approccio che ha reso familiari concetti come inconscio e transfert. Si basa sulla pratica delle libere associazioni, unita al rapporto fra terapeuta e cliente.

Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC): una delle più studiate, pone l’attenzione a come pensieri e convinzioni distorte e disfunzionali mettono in difficoltà la persona. Si propone dunque di aiutare a cambiarle, e renderle più adattive.

Terapia Cognitiva con Mindfulness: unisce la tecnica cognitivo comportamentale con gli insegnamenti dati dalla mindfulness, una tecnica di meditazione.

Terapia Gestalt: si aiuta la persona a stare nel qui-e-ora grazie a una serie di tecniche ed esercizi. L’obiettivo è rivedere in ottica migliore sia il passato che il futuro.

Psicodramma: si tratta di una terapia di gruppo. Attraverso questa impostazione particolare e delle pratiche di role-playing, si vogliono far mettere in atto scene dalla propria vita, sogni ed emozioni, in modo da sviluppare un’ulteriore consapevolezza e risolvere i conflitti interiori.

Psicodinamica: il cliente viene invitato a ricordare la propria infanzia in ogni suo aspetto, mettendola in rapporto con la relazione attuale con il terapeuta. Così facendo, l’obiettivo è stimolare un cambiamento del proprio modo di pensare e vivere le relazioni.

In breve

La psicoterapia comprende tutti quei modi strutturati nell’approccio con la psiche umana e il suo trattamento, sia in ambito patologico che non.

Cosa può fare:

  • Offre interventi di supporto psicologico sulla base di un particolare impianto fondante.

Che formazione ha:

  • Si tratta di uno psicologo o psichiatra che hanno avuto una formazione aggiuntiva di almeno 4 anni in una scuola di psicoterapia, unito a ulteriore tirocinio supervisionato.

In conclusione: chi scegliere

La scelta è assolutamente personale, e non esiste una risposta giusta o sbagliata. In qualunque caso ci sia una percezione di disagio, che sia più o meno profondo o invalidante, vale sempre la pena chiedere aiuto.

Dato che i prezzi tendono ad essere elevati e a volte proibitivi per un percorso privato, sono disponibili delle opzioni pubbliche in cui sarà necessario pagare solo il ticket sanitario, oppure ancora sono istituiti vari tipologie di sportello psicologico di carattere completamente gratuito (ad esempio a scuola, o nelle università).

L’importante è ricordare che non c’è niente di male a chiedere aiuto.

Tutte e tre le figure sanitarie in questione operano in modo diverso, ma hanno in comune il lavorare per cercare di garantire la miglior qualità della vita della persona che vi si rivolge.

2 commenti su “Le differenze fra psicologo, psichiatra e psicoterapeuta”

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